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  • TESTIMONIANZA

    TESTIMONIANZA

    Salvatore
    mercoledì, 07 ottobre 2026

    Al termine di questo bellissimo Corso di Esercizi Spirituali, voglio ringraziare prima di tutto il Signore che ancora una volta mi ha permesso di partecipare a questo ritiro e di stare insieme alle sorelle ed ai fratelli condividendo tutto il Suo amore. Poi il mio grazie va ai responsabili Pino e Cinzia, tu Pino ci ami e mi ami di un amore immenso, basta solo pensare il tempo che dedichi per tutti noi, mettendo da parte tutte le sofferenze di salute che hai. Cinzia, grazie anche a te perché ogni volta ci fai comprendere con parole semplici quello che noi cerchiamo di esternare dal nostro pensiero. Grazie a tutti voi, fratelli e sorelle, perchè ogni volta che stiamo insieme, condividiamo tutto ed in modo particolare l’amore di Dio che c’è in noi. Adesso voglio fare una piccola testimonianza su quello che ho vissuto in questi giorni di ritiro sul tema molto impegnativo: ”Io ti ho posto come luce per le genti”. (At.13,47). Ho capito che essere testimoni significa riflettere la luce di Cristo nelle azioni quotidiane, rendendo la fede orientamento concreto per gli altri, per le genti; il messaggio di salvezza è speranza ed è destinato all’intera umanità senza esclusione alcuna. Secondo me, questo passaggio invita ciascuno di noi a riscoprire la propria vocazione: essere uno strumento attraverso cui la speranza e la verità possono raggiungere anche gli angoli più bui dell’esperienza umana. Nessuno può essere luce da se stesso ,l’espressione “Io ti ho posto”, evidenzia che la luce non è un merito personale, un' energia propria, ma una rifrazione della presenza di Dio. Per essere luce, occorre prima lasciarsi illuminare e trasformare. “Essere posti per le genti” , vuol dire superare ogni forma di egocentrismo. La fede e la speranza non sono beni da custodire gelosamente in un cerchio ristretto, ma doni creati per essere condivisi. La luce non fa rumore, ma cambia percezione della realtà, svela la strada, scaccia la paura del buio e dona calore. Nel vivere quotidiano, essere “luce”, significa offrire gesti di compassione, verità e giustizia in contesti spesso segnati da disorientamento o indifferenza. Adesso io pongo una domanda a me stesso: in quale ambito della mia vita o delle mie relazioni sento oggi il bisogno di essere quel punto di luce e di speranza per chi mi circonda? Tornando a casa, nel fluire dei miei giorni, cercherò di rispondere a questo interrogativo con verità e impegno!

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