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  • Omelia – Lunedì della IV Settimana di Pasqua

    Omelia – Lunedì della IV Settimana di Pasqua

    Don Paolo Impalà
    giovedì, 30 aprile 2026

    XX Anniversario della Comunità Immacolata Fratelli e sorelle, la Parola di Dio oggi è semplice, diretta, concreta. Parla alla vita. Negli Atti degli Apostoli abbiamo ascoltato Pietro che racconta qualcosa che lo ha cambiato dentro. Dio ha donato lo Spirito Santo anche ai pagani. Pietro non se lo aspettava. Era fuori dai suoi schemi e allora dice una frase che è una conversione: «Chi ero io per porre impedimento a Dio?». È come dire: “Signore, io pensavo di averti capito… invece Tu sei più grande”. E questo vale anche per noi. La prima conversione è proprio questa: lasciare che Dio sia Dio, senza chiuderlo nelle nostre idee, nelle nostre abitudini, nei nostri “si è sempre fatto così”. Poi arriva il Vangelo e Gesù parla ancora più chiaramente: «Io sono la porta». Non dice: “vi mostro la strada”. Dice: Io sono. Significa che la fede non è prima di tutto un insieme di cose da fare, ma un incontro, una relazione viva con Lui. Entrare per la porta significa entrare in una vita che libera, che non schiaccia, che non opprime, ma che fa respirare. Gesù lo dice apertamente: «Io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza». Non una vita triste, non una fede pesante, ma una vita piena. Però aggiunge anche una cosa vera: «Il ladro viene per rubare, uccidere e distruggere». Ci sono voci che non vengono da Dio. Tutto ciò che toglie pace, che divide, che ferisce, non viene da Lui. Il mistero lodato e attualizzato Adesso questa Parola la guardiamo dentro una storia concreta: i vent’anni della Comunità Immacolata. Fratelli e sorelle, diciamolo con semplicità: qui il Signore è passato. Qui Dio ha operato. Quanti sono arrivati con il cuore pesante… e piano piano hanno ritrovato luce. Quanti sono arrivati feriti… e hanno trovato qualcuno che pregava per loro. Quanti cercavano una parola… e hanno incontrato il Signore. Questa comunità è diventata una casa. Non perfetta, ma vera. Una casa dove si prega insieme. Dove si porta il peso gli uni degli altri. Dove chi ha bisogno di aiuto, di preghiera, di liberazione, di benedizione, di sostegno… non viene respinto, ma accolto. Questo è il Vangelo vissuto. Attraverso la preghiera carismatica, l’adorazione eucaristica, la catechesi, i ritiri, i convegni… il Signore ha lavorato nei cuori. Senza rumore, ma in profondità. Tutto questo è dono dello Spirito. Come insegna la Chiesa, anche attraverso i movimenti e il Rinnovamento Carismatico Cattolico lo Spirito continua a soffiare oggi. S. Giovanni Paolo II parlava di una “risposta provvidenziale” per il nostro tempo. Ma c’è un’altra cosa da dire con sincerità. Non è stato tutto facile. Il Vangelo lo aveva già detto: ci sono anche i “ladri”. Anche qui ci sono stati momenti difficili: incomprensioni, parole che feriscono, giudizi, anche calunnie. Ma proprio qui si vede la grazia. La Vergine Immacolata è stata Madre. Ha custodito questa Comunità. L’ha protetta. L’ha tenuta unita. E così siete rimasti. Non perché perfetti, ma perché il Signore vi ha tenuti per mano e sotto il suo sguardo avete imparato una cosa fondamentale: «Fate quello che vi dirà». Non quello che pensiamo noi, non quello che ci conviene… ma quello che dice Gesù. E qui voglio dire un “grazie” semplice, vero, fraterno ai carissimi Pino e Cinzia. Hanno servito con fedeltà. Hanno guidato nella preghiera, accompagnato le persone, sostenuto nei momenti difficili, incoraggiato sempre. Hanno fatto una cosa grande: hanno amato. E quando c’è l’amore, lì c’è Dio. Il mistero celebrato nell’Eucaristia E adesso tutto questo lo portiamo su questo santo altare. Perché qui c’è il centro: l’Eucaristia. Qui Gesù non parla soltanto: si dona. Qui il Pastore si fa cibo. Qui la porta si apre davvero. Come insegna il Concilio Vaticano II, l’Eucaristia è fonte e culmine della vita della Chiesa: da qui nasce tutto, qui tutto ritorna. Allora il ventennale non è un punto di arrivo. È una ripartenza. Il Signore oggi dice alla Comunità: “Continua. Non fermarti. Non chiuderti. Accogli ancora. Ama ancora. Prega ancora. Fidati ancora. E soprattutto: resta in Me”. Dossologia finale A Gesù Cristo, Pastore buono e porta della vita, che continua a camminare con noi e a fare nuove tutte le cose, onore e gloria nei secoli dei secoli. Amen.

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