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Editoriale XII Convegno

di Carla Siragusano

«La carità non avrà mai fine» (1Cor 13,8).

Dal 28 aprile al 1 maggio 2019 la Comunità Immacolata del Rinnovamento Carismatico Cattolico ha tenuto il suo  XII Convegno dal tema La carità non avrà mai fine ” (1Cor 13,8)”, al Gattopardo – Sea Palace Hotel di Brolo.

Il Convegno ha avuto inizio il 28 pomeriggio con il saluto del Presidente Giuseppe Barranco  e della vice Presidente Cinzia Riccardi, i quali hanno accolto i fratelli e le sorelle  e hanno presentato il Convegno, evidenziando come il Convegno sia una pagina della Chiesa che cammina nel tempo, dove ognuno è chiamato ad essere responsabile e creativo, con originalità unica ed irrepetibile, per essere amore per i fratelli.

Dopo  l’accoglienza di tutti i partecipanti vi è stata la preghiera comunitaria, in cui la presenza del Signore è stata tangibile ed ha consolato ogni cuore riempiendolo con il Suo immenso Amore.

Alla preghiera è seguita la celebrazione Eucaristica presieduta dal Don Giuseppe Di Stefano, Parroco della Chiesa “Madonna delle Lacrime” di Messina,  il quale si è soffermato nell’Omelia sul grande Amore di Dio per noi; tanto grande da scrivere le nostre ferite sul Suo corpo. Ha poi esortato tutta l’assemblea ad essere oltre che credente, per mezzo della fede, anche credibile, per mezzo della carità; perché solo vedendo Dio nelle ferite dei fratelli si può realmente essere testimone credibile del Vangelo.

 Giorno  29 mattina dopo una intensa preghiera comunitaria in cui il Signore ha consolato  ogni cuore col Suo Amore, il Fondatore e Responsabile della   Comunità "Immacolata", Giuseppe Barranco, ha esposto ai fratelli la sua riflessione sul  tema del Convegno: La carità non avrà mai fine ” (1 Cor 13,8)”, nella quale ha effettuato un excursus del concetto di amore, evidenziando come la concezione di esso sia cambiata con l’avvento del cristianesimo. Prima, infatti, l’amore si identificava con l’eros, un amore carnale e passionale che si consumava in modo esclusivo tra due persone; richiamando l’esempio dell’amore tra Alfredo e Violetta dell’opera “La traviata” di Verdi. Con l’avvento del cristianesimo si è passati dall’eros all’agape, da un amore carnale, esclusivo, ad un amore assoluto, totalitario, che è quello di Gesù Cristo per ogni uomo, amore inteso come dono di sé. L’Amore è una fiamma eterna che proviene da Dio, come un sole che irradia il suo raggio di luce su ogni creatura, in un movimento concentrico che non ha un inizio e non avrà mai una fine, ma solo un perfetto compimento in Dio, sorgente infinita di Amore.

Alla riflessione del Presidente è seguita la Preghiera di Effusione, in cui alcuni componenti della Comunità hanno ricevuto l’effusione dello Spirito Santo. Un momento molto pregnante, in cui ogni cuore ha avvertito la presenza dell’Amore di Dio che, come unguento, ha risanato e consolato ogni cuore.

Alla preghiera di effusione è seguita la riflessione degli effusionati, i quali hanno dato testimonianza delle meraviglie compiute da Dio nella loro vita.

 Nel pomeriggio, dopo la preghiera comunitaria in cui la potenza taumaturgica di Dio si è manifestata in ogni cuore, la Comunità Immacolata ha avuto la Grazia di ascoltare la relazione di Mons. Gaetano Tripodo, Vicario Episcopale per le Isole dell’Arcidiocesi di Messina, Lipari e S. Lucia del Mela, il quale, analizzando l’inno alla carità di S. Paolo,  si è soffermato sulla necessità per il cristiano di essere amabile, empatico, in modo da costruire relazioni sane, che creino comunione. Ha sottolineato come la carità debba essere silenzio per non danneggiare l’immagine dell’altro. Quando pensiamo di ricevere un torto o pensiamo che il fratello abbia mancato nei nostri confronti, non dobbiamo, per rabbia o delusione, sparlare del fratello, anche se riteniamo di avere ragione, perché la carità tutto scusa, tutto sopporta, tutto copre. Lo sparlare il fratello, infatti, danneggia la sua immagine ed essendo stati TUTTI creati ad imago Dei, immagine di Dio, esso danneggia, per la proprietà transitiva, l’immagine di Dio stesso.

Alla riflessione è seguita la Celebrazione Eucaristica presieduta dallo stesso  Mons. Gaetano Tripodo,  il quale nell’omelia si è soffermato sul Vangelo delle dieci vergini che rappresentano tutta l’umanità. Ha evidenziato come il rifiuto delle vergini sagge di dare un po’ del loro olio alle stolte non sia un atteggiamento egoistico, bensì una impossibilità oggettiva. L’olio, infatti, è l’insieme dei valori di una persona e come tale intrasmissibile.

  Giorno 30 aprile  mattina la Comunità ha vissuto  momenti di intensa preghiera in cui ha sperimentato, come gli apostoli nel Cenacolo, la potenza consolante dello Spirito Santo.  Al termine della preghiera  è seguita la riflessione di Giovanni Barranco dal tema: “Goccia dopo goccia nel cuore” il quale ha spiegato il manifesto del Convegno ed in particolare il significato delle due gocce di acqua , una posta in alto e l’altra in basso. Entrambe donano amore, quella superiore è il mittente che dona amore a quella inferiore che , a sua volta, come una pietra nell’acqua , lo irradia. Questo è ciò che accade quando riceviamo un gesto di amore, una goccia entra nel nostro cuore, le onde si espandono e ci riempiono della dolcezza dell’amore stesso. Dalla goccia, inoltre, si dipartono fasci di luce colorata, con i colori dell’arcobaleno, e un fascio di luce bianca: l’Amore di Dio, unico sommo bene che ci riempie, edifica e santifica.   

 Alla riflessione di Giovanni Barranco è seguita la celebrazione Eucaristica presieduta da Don Giuseppe Di Stefano,  il quale nell’omelia si è soffermato sull’importanza della Comunità come luogo dove si vive la comunione con i fratelli, diversi da noi e per questo portatori di ricchezza, e con Dio. La comunità, infatti, si sostanzia nell’unità e non cancella la differenza ma, al contrario, la esalta perché ognuno è portatore di carismi diversi e tutti insieme lodano e glorificano il Signore con un cuore solo ed un’anima sola.

Nel pomeriggio, dopo la preghiera comunitaria in cui il Signore è entrato trionfalmente, come a Gerusalemme, nel cuore di ogni fratello, la Comunità è stata edificata dalla relazione di Don Giuseppe Di Stefano, dal tema: “Carità senza limiti- dal corpo donato al dono del corpo”, in cui si è soffermato sul mistero dell’Eucarestia che non si impone ma si consegna come dono gratuito di Amore e attraverso cui veniamo innestati nel cuore di Dio. Ha poi esortato la comunità , sulle parole di S. Giovanni Crisostomo, a farsi sempre prossimo, a donare il proprio cuore al fratello bisognoso di amore per accendere nel suo cuore la lampada della vita e della speranza. Ha concluso la relazione con una esortazione rivolta a ciascuno dei presenti : “ siate nel mondo sentinelle che annunciano la luce e la speranza dell’Amore di Dio”.

Alla riflessione è seguita la solenne Adorazione Eucaristica, in cui ogni cuore è stato sanato e liberato dall’infinito Amore di Dio, che ha operato in ciascuno una nuova creazione fin dal grembo materno. 

La sera, la Comunità ha vissuto un momento di grande commozione umana e spirituale: “L’Amore si muove…”, a cura dei giovani della Comunità, che, lasciatisi ispirare dallo Spirito, hanno animato il manifesto del convegno, donando delle gocce, simboleggianti l’Amore di Dio, a ciascun fratello, il quale, a sua volta, le ha donate ad altri, riproducendo qual movimento concentrico dell’acqua quando nuova, l’Amore donato si dona ad ogni cuore.

Giorno 01 maggio, ultimo giorno del Convegno, la Comunità,  al termine della preghiera comunitaria, in cui il Signore ha apposto il Suo sigillo di Amore sull’intera Comunità, ha avuto la grazia di ascoltare la riflessione di Fra Felice Cangelosi Ofm capp. Ministro Provinciale della Provincia Religiosa di Messina, dal tema “Perdonatevi a vicenda come Dio ha perdonato a  voi in Cristo”, nella quale si è soffermato sulla necessità di estirpare da ogni cuore ogni sentimento negativo come l’amarezza e l’asprezza che allontana da Dio e dai fratelli. Ha esortato tutti ad essere misericordiosi, benevoli, miti, piacevoli e sorridenti e ad amare il prossimo con l’amore di una madre; solo così potremo perdonare il fratello e farci trasfigurare dall’Amore di Dio.

Alla riflessione è seguita la Celebrazione Eucaristica presieduta dallo stesso Fra’ Felice Cangelosi,  il quale nell’omelia si è soffermato sul grande Amore di Dio che raggiunge la sua acme, il suo culmine nell’inviare il Suo unico Figlio per la nostra salvezza.

Al termine di questo Convegno ogni membro della comunità è tornato a casa con una nuova consapevolezza: quella di essere amati da Dio e di dover amare il fratello con lo stesso Amore di Dio, perché la carità non avrà mai fine

                                                                                                                                               Lode a Gesù!!!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Liturgia

di oggi

 

 

Commento del Vangelo del Giorno

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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